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Fili di Memorie: chi racconta storie salverà il mondo

di Claudia Battistoni


Il sole illuminava ogni angolo di quella rotonda sul mare, a Senigallia.

La sala gremita di adulti e ragazzi. Il vociare sopra le parole, i nostri occhi emozionati e luminosi, pronti ad entrare "in scena".


I miei "ragazzi" vestiti di tutto punto, le mani frenetiche.



"Oddio e se mi dimentico le parole?

"Se ti dimentichi ricordati chi sei"


E ad un certo punto il silenzio. Ci presentano. Tocca a noi.

Sento l'emozione che inizia a salire dalle gambe e penetra in ogni cellula del mio corpo.

Salgo e mi avvicino al microfono.

Come sempre, mi dimentico tutto il mio discorso. Non li sopporto io, i discorsi.

E neanche i tacchi, come ci ho pensato a mettermi i tacchi.

Quando parli devi stare a piedi nudi e guardare le persone negli occhi.



Poi guardo negli occhi i ragazzi, nelle prime file, e in quel preciso istante decido di essere chi sono. Allora racconto una piccola storia che parla di storie, di bellezza, di umana imperfezione, di felicità, di scelte. E poi scendo.


Torno in mezzo a loro e inizia la magia.


Avvolti in un momento incantato, iniziamo a danzare.

E tutto il resto è pura magia.





"Abbi cura" è una ballata nata ad Acquasanta Terme, grazie ad un progetto meraviglioso promosso da CISL e ANTEAS e finanziato dalla REGIONE MARCHE.

Racconta dei giardini di spighe di lavanda, della calma, degli uccellini, delle molliche che lasci sul davanzale, degli affetti. Della graziella rosa, delle ginocchia sbucciate, "Abbi cura" è un canto che abbraccia i paesi dimenticati, sprofondati sotto macerie e abbandonati. Ma racconta la bellezza, la voglia di ricordare e non dimenticare, racconta le piccole cose, l'invisibile.


"Abbi cura" è un canto per non dimenticare,

per tornare ad amare




E ad ogni paese pronunciato a voce alta, un tonfo secco di un sasso che cade a terra.

Un paese caduto e dimenticato.


E ad ogni tonfo, il cerchio della ballata si stringe su di noi.


Il ritmo dei nostri cuori inizia ad allinearsi, dimentichiamo le parole, ci parliamo con gli occhi.

Finché ci guardiamo e decidiamo di voltarci verso il pubblico.

E a quel punto rimaniamo immobili: tanti occhi luminosi e pieni di lacrime ci guardano in silenzio, prima di iniziare a battere le mani con forza per ringraziarci di quell'incanto.


Adulti, ragazzi, anziani, insegnanti, assessori e persone di ogni tipo, ci fissano con il viso arrossato e gli occhi luccicanti. Abbiamo permesso alle anime di entrare dentro alle parole.


Il successo del laboratorio ha permesso nuovi finanziamenti e nel 2021 saremmo tornati in scena. Poi sono arrivate le mascherine, la cassa integrazione, i figli in dad, la spesa veloce al supermercato sotto casa con guanti e disinfettante. I progetti annullati, il lavoro a distanza triplicato, i teatri chiusi, i cinema falliti, le proteste. Gli adattamenti.


Gli anziani soli, di nuovo soli. I paesi abbandonati, ancora abbandonati.


"E per quanto riusciremo ad adattarci?"

Ci siamo chiesti perplessi con il desiderio di trovare subito una soluzione.


"Aspettiamo ancora?" - ci ripetevamo costantemente

Ma la solitudine è adesso.

"Non sono servizi essenziali" - ci veniva riferito

Ma la solitudine è adesso.

"Il sociale può aspettare" - proseguivano fiduciosi

Ma la solitudine è adesso.


Così ci siamo detti che non si può smettere di nutrire l'Anima,

perché la solitudine non è qualcosa che può aspettare, non è qualcosa di non essenziale. Così abbiamo cercato di rispondere a questa ennesima sfida:


Trasformare un progetto di teatro sociale e scrittura creativa in un'esperienza di valore fruibile a distanza.



E' così che è nato un ulteriore laboratorio intergenerazionale, dedicato alle fasce più fragili (anziani e giovani) con l'obiettivo di generare una nuova forza attraverso il dono della reciprocità. "Fili di Memorie" è stato per almeno un anno, un laboratorio telefonico gratuito rivolto ad anziani in condizioni di solitudine e finalizzato alla trasmissione di ricordi, esperienze e racconti significativi che possano essere tramandati alle successive generazioni.


Al centro ci sono le storie, come sempre, perché le storie ci nutrono e creano ponti. Rimettono insieme i fili delle cose e sanno trovare sempre soluzioni.



Le storie curano

Lo so per esperienza: sul palco, in cerchio con gli anziani, nelle piazze di paesi che il terremoto ha ferito. E lo so anche dallo studio, dove ogni giorno ascolto persone che cercano le parole per raccontarsi.


Raccontare non è solo comunicare. È dare forma a ciò che è accaduto, trovare un prima e un dopo, riconoscersi in una trama che ha senso. La capacità di costruire una storia coerente della propria esperienza, anche quella dolorosa, anche quella che non sappiamo ancora come nominare, è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per elaborare il trauma e ritrovare noi stessi. E quando le storie vengono condivise in comunità, questo potere si moltiplica.


Ne parlerò più a fondo in un articolo dedicato. Per ora ti dico solo che ogni volta che torno ad Acquasanta, ogni volta che vedo anziani e ragazzi che si guardano negli occhi e si passano il filo, letteralmente, un filo rosso, sento che stiamo facendo qualcosa di necessario.



Il progetto continua

Da quella prima ballata del 2019 ad oggi, "Fili di Memorie" non si è mai fermato. Ha cambiato forma, ha attraversato il covid, si è allargato fino ad Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Ha portato in scena maschere bianche, scatole di cartone che rappresentano le macerie, fili rossi che uniscono mani diverse, di bambini, di anziani, di persone che non si conoscevano fino a un'ora prima.


Il 30 maggio 2025, ad Acquasanta Terme, abbiamo portato in scena "Sotto un cielo di racconti" l'evento conclusivo in cui tutto si è intrecciato: memoria, canto, teatro, cura. Un momento che racconterò presto, perché merita uno spazio tutto suo.



Trovi qualche informazione in più su questo progetto cliccando qui


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Dott.ssa. Claudia Battistoni  -  Psicologa Clinica (Albo degli Psicologi della Regione Marche  - sez.A  posizione n. 3329) - Sede Legale: San Benedetto del Tronto (AP) 

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