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Diventare madre: fra coraggio, meraviglia e dolore

di Claudia Battistoni


Ricordi dolcissimi e fortissimi, quelli legati alla mia gravidanza, che ho vissuto come un momento di grande ascolto e pienezza e che ogni tanto tornano a farmi visita, silenziosi e carichi. Perché la maternità è sì tanta gioia e stupore, ma non sempre come donne riusciamo a viverla con serenità e appagamento.



Le tante emozioni del materno

Entrano tante mamme nel mio studio.

Alcune sono in preda ai loro ormoni e si sentono dentro il caos più completo, altre non riescono a percepirsi e fare contatto con questa esperienza travolgente. Mi riferiscono di sentirsi come in una bolla, dove tutto arriva ovattato.


Altre mamme entrano in questo spazio con il dolore degli aborti che si sono susseguiti, un tipo di esperienza che ha un impatto profondissimo sulla sfera emotiva e relazionale di una donna e che provoca emozioni devastanti, oltre ad un grande senso di smarrimento e che troppo spesso viene minimizzato da chi sta intorno.


E ci sono anche le mamme che per svariati motivi sono alla ricerca di una maternità e stanno seguendo complessi percorsi di fecondazione assistita, o sono in attesa di adozione.


Anche loro sono delle meravigliose mamme.

Sono mamme perché dentro hanno già partorito l'idea di prendersi cura di qualcuno che è altro da sé. Qualcosa che modificherà per sempre le loro vite.


E qui si tocca una delle contraddizioni più profonde della maternità: la gioia e lo stupore coesistono con ansie intense, incertezze, desideri contrari. La maternità infatti non segue una traiettoria lineare ma assomiglia più ad un'altalena di sensazioni profonde e spesso ambivalenti, e nessuna donna dovrebbe sentirsi sbagliata per questo.




Quando la storia familiare si riattiva

Nel mio lavoro clinico vedo spesso quanto la maternità riattivi le storie familiari.

Riporta a galla il rapporto con la propria madre, le ferite mai del tutto cicatrizzate, i modelli educativi interiorizzati, le promesse silenziose fatte anni prima.


È come se il sistema familiare si rimettesse in movimento: quando arriva un figlio non nasce solo un bambino, nasce una nuova configurazione di relazioni, e dentro questa nuova forma la donna deve trovare di nuovo il suo posto.


La maternità è un evento biologico, certo. Ma è anche un processo psicologico e relazionale che modifica equilibri, confini, alleanze. Sposta tutto. E questo spostamento, se non viene riconosciuto, può fare molto male.



Il corpo che sa

Sono una che ama viaggiare. Amo ogni tipo di cultura, amo salire sull'aereo e perdermi in qualche mercato di spezie dall'altra parte del mondo e amo il mio lavoro.


Ricordo ancora il giorno in cui ho scoperto di aspettare mia figlia.


Il mio corpo ha detto basta. Da quel momento, salire su un aereo è diventato impossibile.

Ci sono voluti dieci anni. Era come se dall'interno si fosse acceso qualcosa di nuovo: non ero più la ragazza che non ha nulla da perdere. Avevo qualcosa da proteggere: la mia vita, e la sua. Ecco, spesso il corpo sa prima della mente.


Cambia il respiro, cambia la percezione del pericolo, cambia l'attenzione verso l'esterno. La maternità è esperienza incarnata: è fusione e allerta insieme, è tenerezza e paura nello stesso istante. Puoi amare immensamente e nello stesso tempo desiderare un'ora di silenzio. Puoi sentirti piena e svuotata insieme. Puoi voler restare abbracciata e, un secondo dopo, avere bisogno che nessuno ti tocchi.

Questa ambivalenza non è un errore. Non significa che sei una cattiva madre, che non ami abbastanza. È parte del processo, forse la parte più umana di tutto.


Il coraggio delle mamme

E aggiungiamo una nota polemica, perchè ci sono cose che ancora nel nostro paese funzionano molto male. Le mamme sono sole, e diciamocelo: oggi è una scelta coraggiosa quella di diventare madre. I diritti sono pochi, spesso solo su carta, le tutele e gli spazi offerti dalla società non sono adeguati, e vogliamo parlare dello stipendio e dell'orario?


Quando mi trovo ad ascoltare donne che fanno i conteggi per poter rimanere più possibile accanto al loro bambino mi vengono i brividi.


La nostra società "sostiene la maternità" facendo unicamente affidamento sui nonni ed elargendo bonus una tantum che non bastano quasi mai a coprire il fabbisogno reale, e che rischiano di alimentare quella stanchezza sociale, quella sensazione diffusa che le madri siano un problema da gestire piuttosto che una risorsa da sostenere.


E le mamme sono stanche, sono dentro ad una tempesta che ha cambiato la loro percezione dello spazio, del tempo e che spesso le ha portate a sviluppare difficoltà fisiche e psichiche. Le mamme vanno sostenute e ce ne dobbiamo prendere tutti cura.


Ci sarebbe molto da dire ancora su ansia, stress, archetipo materno. Per ora provo a darti qualche suggerimento concreto, non ricette, non liste di cose perfette da fare, ma piccole bussole per resistere a questa tempesta e goderti appieno questo magico momento (senza affogare nel mare dello stress).



1. Scegli uno spazio tutto per te e prenditene cura

"Tu la fai facile! Ma come faccio??? Non dormo, non mangio e quando ci riesco mi sento tesa e in ansia, che trangugio tutto quello che trovo!"


Non deve essere uno spazio ritagliato, che "se ho tempo lo faccio". Deve diventare uno spazio programmato. "Una stanza tutta per te." Quello spazio è tutto tuo e non devi giustificarti per potertelo concedere.


Ricorda che prenderti cura di te stessa è fondamentale per poter prenderti cura del tuo bambino. Come dico sempre alle mie pazienti, in aereo l'hostess ci insegna che prima ci mettiamo la mascherina dell'ossigeno e poi la mettiamo ai nostri cari, e non viceversa!


Assicurati di dormire quando puoi, mangiare cibi nutrienti e trovare momenti per rilassarti o fare attività che ti piacciono.


E se ti senti sopraffatta, ricorda: chiedere aiuto non è debolezza. È intelligenza.




2. Chiedi aiuto

Quando ti rendi conto che c'è qualcosa che non va, non esitare a chiedere aiuto. Non aspettare di toccare il fondo.


La maternità può diventare davvero impegnativa e avrai momenti di stanchezza o di incertezza. Chiedi alle persone di fiducia, come il partner, la famiglia o gli amici, un aiuto pratico e un sostegno emotivo. E se senti che tutto questo non basta, affidati ad un professionista che possa aiutarti ad elaborare i tuoi vissuti e sostenerti in questo delicato momento.


Una volta che hai il tuo spazio e il tuo sostegno, il passo successivo è costruire un po' di ordine nel caos.



3. Stabilisci una routine

Mens Sana in Mens Ordinata!


La creazione di una routine quotidiana può aiutarti e aiutare il tuo bambino a sentirsi più sicuro e confortato. Crea orari per i pasti, il sonno e le attività quotidiane. Ciò può contribuire a stabilizzare l'ambiente e a ridurre l'ansia sia per te che per il tuo bambino.

Ma anche la routine più solida avrà i suoi giorni storti.

Ed è lì che entra in gioco la cosa più difficile di tutte.



4. Accetta l'imperfezione

Ricorda che nessuno è perfetto e non esiste la ricetta della "madre perfetta". Ogni mamma affronta sfide diverse e fa del suo meglio. Non essere troppo dura con te stessa e accetta che ci saranno momenti difficili e imprevisti lungo il percorso.


Ci saranno momenti in cui non avrai pazienza, in cui desidererai essere altrove. Questo non fa di te una cattiva madre: fa di te una persona. E i tuoi figli non hanno bisogno di una madre perfetta, hanno bisogno di una madre reale.

E quella madre reale ha bisogno di qualcuno con cui condividere il peso.




5. Crea e mantieni una rete sociale

Cerca di connetterti con altre mamme o gruppi di supporto nella tua comunità o online. Condividere esperienze, preoccupazioni e successi con altre persone che stanno attraversando una situazione simile può essere di grande conforto.

Non sei la prima a sentirti così e non sei sola.

E mentre costruisci questa rete intorno a te, non dimenticare di tornare anche dentro di te. Nel tuo corpo. Nel momento presente.



6. Vivi tuo figlio con tutti i tuoi sensi

Dedica del tempo ogni giorno per giocare, coccolare e interagire con il tuo bambino.

E ti prego, spegni quel cellulare mentre lo allatti!


Scrollare Instagram per qualche minuto può darti un senso di "scarico", ma ti allontana solo dai tuoi sensi. E i tuoi sensi sono le bussole con cui ti muovi nel mondo e con cui puoi percepire la bellezza di ogni esperienza.


Cerca di goderti quest'esperienza magica, che non tornerà più, con tutti i tuoi sensi.

Annusalo, respira, ascolta come il tuo corpo si apre ed è capace di nutrire.


E quando anche questo diventa difficile — quando lo stress prende il sopravvento e senti che stai perdendo il filo, non scappare. Affrontalo.




7. Affronta lo stress (se scappi non serve a nulla)

Ci sono tanti modi per affrontare lo stress; quelli più comunemente usati non sono sempre sani. Spesso nei momenti difficili tendiamo a rifugiarci nel cibo, nello shopping compulsivo o in attività che, anche se in un primo momento possono darci sollievo, producono l'effetto opposto: frustrazione, impotenza e malessere.


Praticare la meditazione, lo yoga o fare una passeggiata, ma non solo.

Per rilassarti e ricaricare le energie puoi imparare a sollecitare la tua creatività, arma di distruzione contro lo stress..



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E se senti che vorresti parlarne con qualcuno, sono qui. Puoi contattarmi al 349.1625994 per fissare un primo colloquio.


Un abbraccio e a presto!


Claudia

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Dott.ssa. Claudia Battistoni  -  Psicologa Clinica (Albo degli Psicologi della Regione Marche  - sez.A  posizione n. 3329) - Sede Legale: San Benedetto del Tronto (AP) 

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