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Fili di Memorie: chi racconta storie salverà il mondo

Maggio 2019

Il sole illuminava ogni angolo di quella rotonda sul mare, a Senigallia.

La sala gremita di adulti e ragazzi. Il vociare sopra le parole, i nostri occhi emozionati e luminosi, pronti ad entrare "in scena".


I miei "ragazzi" vestiti di tutto punto, le mani frenetiche.


"Oddio e se mi dimentico le parole?

"Se ti dimentichi ricordati chi sei"


E ad un certo punto il silenzio. Ci presentano. Tocca a noi.

Sento l'emozione che inizia a salire dalle gambe e penetra in ogni cellula del mio corpo.

Salgo e mi avvicino al microfono.

Come sempre, mi dimentico tutto il mio discorso. Non li sopporto io, i discorsi.

E neanche i tacchi, come ci ho pensato a mettermi i tacchi.

Quando parli devi stare a piedi nudi e guardare le persone negli occhi.


Poi guardo negli occhi i ragazzi, nelle prime file, e in quel preciso istante decido di essere chi sono. Allora racconto una piccola storia che parla di storie, di bellezza, di umana imperfezione, di felicità, di scelte. E poi scendo. Applausi.


Torno in mezzo a loro e inizia la magia.


Avvolti in un momento incantato, iniziamo a danzare.

E tutto il resto è pura magia.





"Abbi cura" è una ballata nata ad Acquasanta Terme, grazie ad un progetto meraviglioso promosso da CISL e ANTEAS e finanziato dalla REGIONE MARCHE.

Racconta dei giardini di spighe di lavanda, della calma, degli uccellini, delle molliche che lasci sul davanzale, degli affetti. Della graziella rosa, delle ginocchia sbucciate, "Abbi cura" è un canto che abbraccia i paesi dimenticati, sprofondati sotto macerie e abbandonati. Ma racconta la bellezza, la voglia di ricordare e non dimenticare, racconta le piccole cose, l'invisibile.


"Abbi cura" è un canto per non dimenticare,

per tornare ad amare (la trovi qui)




E ad ogni paese pronunciato a voce alta, un tonfo secco di un sasso che cade a terra.

Un paese caduto e dimenticato.


E ad ogni tonfo, il cerchio della ballata si stringe su di noi.


Il ritmo dei nostri cuori inizia ad allinearsi, dimentichiamo le parole, ci parliamo con gli occhi.

Finché ci guardiamo e decidiamo di voltarci verso il pubblico.

E a quel punto rimaniamo immobili: tanti occhi luminosi e pieni di lacrime ci guardano in silenzio, prima di iniziare a battere le mani con forza per ringraziarci di quell'incanto.


Adulti, ragazzi, anziani, insegnanti, assessori e persone di ogni tipo, ci fissano con il viso arrossato e gli occhi luccicanti. Abbiamo permesso alle anime di entrare dentro alle parole.


Il successo del laboratorio ha permesso nuovi finanziamenti e nel 2021 saremmo tornati in scena. Poi sono arrivate le mascherine, la cassa integrazione, i figli in dad, la spesa veloce al supermercato sotto casa con guanti e disinfettante. I progetti annullati, il lavoro a distanza triplicato, i teatri chiusi, i cinema falliti, le proteste. Gli adattamenti.


Gli anziani soli, di nuovo soli. I paesi abbandonati, ancora abbandonati.


"E per quanto riusciremo ad adattarci?"

Ci siamo chiesti perplessi con il desiderio di trovare subito una soluzione.


"Aspettiamo ancora?" - ci ripetevamo costantemente

Ma la solitudine è adesso.

"Non sono servizi essenziali" - ci veniva riferito

Ma la solitudine è adesso.

"Il sociale può aspettare" - proseguivano fiduciosi

Ma la solitudine è adesso.


Così ci siamo detti che non si può smettere di nutrire l'Anima,

perché la solitudine non è qualcosa che può aspettare, non è qualcosa di non essenziale. Così abbiamo cercato di rispondere a questa ennesima sfida:


Trasformare un progetto di teatro sociale e scrittura creativa in un'esperienza di valore fruibile a distanza.



E' così che è nato un ulteriore laboratorio intergenerazionale, dedicato alle fasce più fragili (anziani e giovani) con l'obiettivo di generare una nuova forza attraverso il dono della reciprocità. "Fili di Memorie" è stato per almeno un anno, un laboratorio telefonico gratuito rivolto ad anziani in condizioni di solitudine e finalizzato alla trasmissione di ricordi, esperienze e racconti significativi che possano essere tramandati alle successive generazioni.


Al centro ci sono le storie, come sempre, perché le storie ci nutrono e creano ponti. Rimettono insieme i fili delle cose e sanno trovare sempre soluzioni.


La buona notizia è che finalmente, da maggio 2022, il laboratorio è ripartito in presenza e si è allargato anche alle aree di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto (AP) e, grazie ad Anteas, che si è fatto promotore del progetto “Welfare Cult relazioni cultura benessere” finanziato dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, siamo pronti per tornare più appassionati che mai con date a partire dal mese di MAGGIO 2023



Il laboratorio è gratuito e aperto a tutti.

Trovi qualche informazione in più cliccando qui

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